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24 Ott 2021

La struttura della Rete

By: admin

L’assemblea e le modalità di co-creazione

L’assemblea è il luogo dove ci incontriamo e confrontiamo, definiamo le linee guida e le priorità, prendiamo le decisioni secondo quanto previsto dallo statuto. Tuttavia non è l’unico spazio di incontro possibile, avendo immaginato un sistema che permetta continuativamente, attraverso mezzi dedicati, il lavoro e la comunicazione collettiva.

01. ci riuniamo in assemblea 4 volte l’anno, di cui una/due in presenza, presso uno dei centri culturali aderenti;

02. ci attiviamo all’interno dei cantieri di lavoro o dei gruppi di azione territoriale

03. ci muniamo di strumenti di comunicazione interna per connettere i soci fra loro e con il direttivo;

04. mettiamo a disposizione una box dei desideri e delle necessità, uno strumento e un “luogo” attraverso il quale si possano esprimere desiderata ed esigenze, fare proposte e segnalazioni. Il direttivo avrà il compito di raccogliere le diverse richieste una volta al mese dando feedback.


Il coordinamento

Da statuto, ogni associazione ha un consiglio direttivo eletto dall’assemblea e così è per LSdL, che preferiamo, però, chiamare “coordinamento” per affermare un’idea collaborativa di gestione dei processi decisionali. Il coordinamento ha funzione di ascolto delle esigenze e ha in carico le funzioni strategiche e operative; interpreta i bisogni e coordina le attività che devono portare al raggiungimento degli obiettivi. Lo fa attraverso un confronto aperto e ampio, trovando al proprio interno un accordo che tenga conto delle reciproche posizioni. 

Il coordinamento:

01. rappresenta la rete all’esterno

02. coordina e promuove relazioni esterne, alleanze con altre reti e organizzazioni, nazionali e internazionali, anche con il supporto dei membri;

03. coordina il processo di cura e la comunicazione interna; 04. coordina i cantieri di lavoro e i gruppi di azione territoriale;

05. lavora per accrescere la base associativa con l’aiuto di tutti i membri e gestisce le richieste di adesione;

06. ascolta i membri, attraverso la raccolta delle richieste che arrivano nella box dei desideri e delle necessità; 

07. coordina le attività di fundraising;

08. si avvale nel suo lavoro di un collaboratore. Si ipotizza per il primo anno l’assunzione di una persona: il suo inquadramento e il suo livello dipenderanno dai fondi a disposizione. Si intende lanciare una call pubblica, con la possibilità anche dei membri interessati di poter applicare;

09. sensibilizza le fondazioni erogatrici verso le esigenze dei centri culturali indipendenti.

 

I gruppi di azione territoriale

Sono gruppi di membri presenti su uno stesso territorio (macro)regionale o operativi in aree omogenee (aree periferiche, interne, etc.).

Si possono formare laddove ci siano i numeri sufficienti (minimo 6 soci) e una necessità radicata, i membri si confrontano sulla possibilità di attivare un gruppo territoriale con il direttivo;

Hanno l’obiettivo di favorire incontri e connessioni, spingere processi di advocacy e di protagonismo nelle policy, promuovere l’ingresso e prendersi cura dei nuovi aderenti;

Al fine di favorire il loro coinvolgimento nei processi nazionali, per non creare sovrapposizioni e massimizzare gli sforzi comuni, i gruppi devono agire in coordinamento con il direttivo. 


I cantieri di lavoro

L’ossatura operativa della rete sono i cantieri di lavoro, ovvero gruppi che collaborano per mettere in campo attività e progetti utili a raggiungere gli obiettivi emersi. Si possono proporre nuovi cantieri e attività in itinere contattando il direttivo. 

 

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Architettura, Comunità, Cultura, Sostenibilità, Territorio

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