19 Lug 2023

Cultura

Ibridazione

Data

12 luglio 2023

IBRIDAZIONE: nuove politiche per la rigenerazione culturale dei luoghi

Un percorso di riflessione, rigenerazione e intelligenza collettiva fra le realtà che lavorano attraverso spazi culturali ibridi sui territori: questo è quanto abbiamo immaginato insieme a Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e Master U-Rise dell’Università IUAV di Venezia, per fare il punto sulle policy in Italia e lavorare insieme per costruire nuove visioni e proposte.

Le tre tappe:

01 – Iscrizione utilizzando il Portale Bandi della DGCC entro e non oltre le ore 16.00 del 22 agosto 2023.
Per i dettagli è possibile consultare la pagina della Direzione Generale Creatività Contemporanea (clicca qui)

02 – Partecipazione ai focus group di uno dei 5 tavoli di lavoro online tra settembre e ottobre:

1️⃣ rigenerazione urbana e delle aree interne come processo multidisciplinare e partecipato;
2️⃣ spazio e pratiche culturali;
3️⃣ modelli di gestione e sostenibilità economica;
4️⃣ strumenti di conoscenza e condivisione;
5️⃣ impatti, welfare culturale e cura.

03 – Incontro a novembre per discutere le proposte emerse e confrontarsi con i diversi stakeholders pubblici e privati.

L’invito a partecipare è rivolto a: organizzazioni no profit dedicate alla cultura, quali fondazioni, associazioni culturali, enti del terzo settore senza scopo di lucro (individuati ai sensi dell’art. 4, comma 1, del D.lgs. n. 117/2017), imprese culturali-sociali e di comunità no profit (le cosiddette imprese sociali di comunità).

 

I dettagli dei tavoli di lavoro:

  • LA RIGENERAZIONE URBANA E DELLE AREE INTERNE COME PROCESSO MULTIDISCIPLINARE E PARTECIPATO
  • -Costruzione di un glossario specifico, per nutrire riferimenti comuni a livello linguistico/normativo.
  • – La pratica culturale nella ridefinizione dello spazio pubblico e dei territori marginali in chiave ecologica, di sostenibilità, di scalabilità progettuale, di replicabilità, di prossimità, di cura e benessere collettivo.
  • – Multidimensionalità e multidisciplinarietà, reti di attori e professionisti, coprogettazione tra cittadini e istituzioni.
  • – La durata come tempo processuale e fattore di continuità nei processi di rigenerazione urbana.
  • – Progetti realizzati – maturità e innovazione, distribuzione e differente peso nei differenti territori italiani tra città metropolitane e piccoli centri, tra aree interne, costiere e montane.

 

  • SPAZIO E PRATICHE CULTURALI
  • – Spazio pubblico, patrimonio immobiliare privato, beni demaniali. Trasferimento stato giuridico, tipologia, durata, risorse (contratti, comodato, cessioni, partenariati locali, beni confiscati, patti di comunità) adeguatezza degli spazi concessi o affidati, difficoltà di reperimento.
  • – Carattere ibrido e complesso degli spazi rigenerati, forme di gestione e co-gestione.
  • – La dialettica preesistenze-permanenza-trasformazione che caratterizza gli spazi da rigenerare e rigenerati, anche in termini di resilienza e risignificazione dei luoghi.
  • – Ruolo delle nuove pratiche culturali partecipative e inclusive, di programmazione, cura, fruizione e gestione dei territori.
  • – Patto di corresponsabilità attento, in ogni singola esperienza, ai processi, alle relazioni e non solo alle procedure burocratiche. Questi modelli collaborativi devono portare alla creazione di una cultura della collaborazione. 

 

  • MODELLI DI GESTIONE E SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
  • – Status giuridico, natura e tipologia dei soggetti proponenti e modelli collaborativi tra istituzioni e associazioni, imprese culturali e creative ed enti del Terzo Settore.
  • – Incentivazione della domanda privata attraverso misure di detrazione fiscale.
  • – Estensione dei sostegni indiretti e attivazione di strumenti di sostegno specifici.
  • – Sostenibilità economica dei progetti di rigenerazione urbana a medio e lungo periodo valutata rispetto al budget complessivo e all’andamento temporale delle spese e dei finanziamenti ricevuti.
  • – Accesso al credito, ai capitali di avviamento e di realizzazione dei progetti.
  • – Sviluppo di strumenti finanziari dedicati.
  • – Revisioni codici ATECO, inquadramento giuridico.

 

  • STRUMENTI DI CONOSCENZA E CONDIVISIONE
  • – Trasferimento di nuove competenze per la transizione digitale e green, il ruolo delle imprese culturali e creative, programmi di crescita e formazione, modelli economici aspetti gestionali e organizzativi.
  • – Centri di documentazione sui progetti di rigenerazione rispetto alle strategie, modelli e metodologie di acquisizione dei dati al fine di costruire Archivi, Censimenti, Osservatori, Digital Hub ma anche spazi virtuali di costruzione, fruizione e divulgazione e fare rete
  • – Valutazione d’impatti degli investimenti al fine di misurare l’incidenza dei progetti di rigenerazione urbana sulla vita e sulle dinamiche urbane e territoriali. 
  • – Metodologie, studi, strumenti, possibili indicatori quantitativi e qualitativi  utilizzabili per misurare gli effetti generati dagli interventi nel tempo.
  • – Narrazioni e restituzioni – innescare processi virtuosi per implementare e migliorare i processi rigenerativi.
  • – Metodologie didattiche per complementare le competenze accademiche, quasi sempre già in possesso dei placemaker, con esperienze che abbracciano un approccio learning by doing. 

 

  • IMPATTI, WELFARE, CULTURA, CURA
    – Le dimensioni di impatto che la rigenerazione a base culturale genera. Impatti culturali, sociali, relazionali, economici per andare oltre la dimensione quantitativa. Quale rapporto e come andare oltre la dimensione esclusiva della valutazione di impatto sociale al fine di non ridurre la complessità di queste iniziative? Eventuali modelli. Come tenere conto del tema degli impatti nelle politiche e negli strumenti di finanziamento.
  • – Esplorazione del concetto di cura. Cura come costruzione di senso e, quindi, innovazione di linguaggi e paradigmi per lavorare verso uno strumento generativo. Diritti per chi è operatore di queste comunità di cura. Superamento dell’idea di cura estrattiva per una cura orizzontale, dove non c’è distanza tra chi cura e chi riceve cura.

 

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