P.

Pubblico

Se è pubblico non è vero che è di nessuno, ma è di tutti. E’ spazio, è diritto, sono conoscenza, sono luoghi, sono spettatori.
Vi sono confini, limiti, regole, consuetudini. Ma sono soprattutto persone, che scelgono nello stesso istante, lo stesso luogo, la stessa esperienza, e che dal buio decidono di vivere un comune respiro. Puoi mettere 1, 10, 100 metri di distanza, uno schermo, infinita lontananza, ma il comune sentire potrà essere vissuto. Che sia arte, che sia danza, che sia teatro, che sia musica, che sia luce, che sia bellezza, che sia natura, diventa di tutti e a tutti appartiene.

Per questo  è speciale, perché è condivisione, diventa consapevolezza, diventa rispetto, diventa dibattito, diventa comunanza.
Individualità che condividono un pezzo del proprio essere e che costruiscono un pubblico. Che non è mai generico, che non è mai uniforme, che non è mai uguale, che richiede profondo rispetto. Singoli occhi che nel loro insieme diventano un essere unico e imprescindibile. Senza un pubblico non può esistere un atto performante, un atto artistico, senza la consapevolezza e la coscienza del pubblico non può esistere una società. E’ di tutti, appartiene a tutti, protegge tutti e non è vero che non sia di nessuno. Ma è pubblico.

- Simone Schinocca