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Finestra

Ho sempre amato le finestre, specialmente dall’esterno, in estate, la sera, con la luce o la tv accesa, spesso intravedendo solo un lampadario o il chiarore di uno schermo di pochi pollici.

Dal mio punto di vista, immagino una famiglia felice più o meno riunita, una donna o un uomo che cenano soli perché si sono persi o perché non si sono mai incontrati, un adolescente disperato per una banale disavventura o, peggio ancora, un adulto a cui non tornano i conti, che sente, sbagliando, di aver sprecato la sua vita.

Poi,  penso che c’è anche chi una finestra non ce l’ha più o non l’ha mai avuta.

Le finestre dall’interno, invece, le amo solo quando ritagliano un emozionante momento della giornata, un bellissimo scorcio di paesaggio o altri edifici con altre finestre, spente o accese. Tuttavia, le finestre le apro raramente, le sottovaluto, attribuisco ad esse solo una funzione estetica o quasi.

Oggi però comprendo tutto il loro valore di reali aperture sul mondo, né digitali né analogiche ma fatte solo d’aria, da cui affacciarsi, magari durante un quieto tramonto, per sentirsi parte dell’universo e percepire che se anche non dovesse andar bene, non sarà stata comunque fatica sprecata.

- Carmelo Lo Guzzo